
I lavoratori dell'Alcoa allo sciopero

La partecipazione di Sinistra Ecologia e Libertà allo sciopero
Decine di migliaia di persone hanno sfilato a Cagliari per gridare la propria rabbia contro la gravissima crisi economica, sociale, occupazionale che la maggioranza di centro destra guidata da Cappellacci non riesce a governare.
Il governo di centro destra crede di affrontare la crisi con un programma regionale di sviluppo intitolato “La persona al centro di tutto: lo sviluppo nasce dall’io”, mentre migliaia di sardi si trovano ad affrontare la quotidianità di un drammatico impoverimento, di una assenza di prospettive per il futuro che pone, oggi più che mai, a rischio la coesione sociale e la tenuta del tessuto delle nostre comunità.
Una crisi divenuta strutturale, trasversale ai comparti produttivi, rispetto alla quale la recente decisione di Alcoa circa il futuro delle sue produzioni nel Sulcis, manifesta in maniera del tutto emblematica l’apice un violento processo di desertificazione industriale.
Da Porto Torres a Portovesme, passando per Ottana e Macomer, quanto restava dell’impianto produttivo storico dell’Isola sta andando in frantumi. Ed assieme ad esso il presente ed il futuro di interi territori, nei quali si amplificano fenomeni di disagio sociale e di spopolamento.
L’articolo 13 dello statuto speciale per la Sardegna, di cui alla legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3, recita: “lo Stato col concorso della Regione dispone un piano organico per favorire la rinascita economica e sociale dell’isola”. La predetta disposizione rappresenta il più alto riconoscimento formale della “questione sarda”, come “questione nazionale”, comportando due differenti livelli di responsabilità istituzionale ascrivibili allo Stato e alla Regione.
In forza della disposizione di rango costituzionale lo Stato è il soggetto istituzionale principalmente obbligato alla promozione e al sostegno dell’intervento in favore della Sardegna. Tale adempimento si esercita con il concorso della Regione, perciò in una condizione di leale collaborazione, di vincolo pattizio finalizzato che oggi può definirsi di federalismo solidale. L’intervento partecipato Stato-Regione ha carattere di piano organico, quindi di intervento a carattere generale.
Tale adempimento si esercita con il concorso della Regione, perciò in una condizione di leale collaborazione, di vincolo pattizio finalizzato che oggi può definirsi di federalismo solidale. L’intervento partecipato Stato-Regione ha carattere di piano organico.
La Regione destinataria di questi interventi è “l’Isola”, vale a dire la Sardegna, una specifica parte del territorio nazionale configurata, oltre che dalla dimensione istituzionale e comunitaria di popolo insediato nel territorio, anche dalla specificità geografica (l’insularità, appunto).
Perciò, le azioni essenziali da affidare allo specifico intervento del citato articolo 13 possono oggi delinearsi nel progetto di rinaturalizzazione dell’Isola attraverso il risanamento integrale dei fattori naturali (terra, acqua, aria, habitat, patrimonio animale e vegetale) e nel contrasto alla desertificazione.
Il modello di sviluppo che sottende al progetto di rinaturalizzazione deve basarsi su elementi imprescindibili, relativi alla partecipazione attiva delle comunità locali, alla valorizzazione delle pratiche tradizionali, all’innovazione coerente con la qualità ambientale dei qualità
La Regione autonoma della Sardegna ha approvato leggi innovative e impegnative in materia di assetto del territorio, di pianificazione paesistica e di tutela ambientale (Piano paesaggistico regionale).
La normativa paesistica stabilisce con chiarezza anche il senso dello sviluppo economico di qualità nuova, cui pensare e per cui agire. E evidente che la scelta di campo operata dalla Regione in materia ambientale non può che essere sorretta, in modo coerente e adeguato, da corrispondenti misure di carattere economico e sociale.
La “democrazia ambientale” comporta la partecipazione democratica dei singoli e delle comunità alla definizione del modello economico-sociale di sviluppo, azioni positive di inclusione e di coesione sociale, risposte coerenti alla domanda di lavoro buono, di occupazione produttiva, di studio, di ricerca, di formazione.
La proposta di legge n.2 “ Piano organico per favorire la rinascita economica e sociale della Sardegna, in attuazione dell’articolo 13 dello Statuto” presentata da Luciano Uras e Carlo Sechi sarà iscritta a breve nei lavori del Consiglio Regionale, con l’auspicio di trovare una grande unità di tutti su un provvedimento che potrebbe innescare un processo virtuoso di crescita culturale, civile ed economica per la nostra terra.
0 Risposta a ““Articolo 13: nella Rinascita il lavoro sicuro”. Così recitava lo striscione di Sinistra Ecologia e Libertà durante lo sciopero generale del 5 febbraio a Cagliari indetto da Cgil Cisl Uil”