APPROVATA LA LEGGE SUL FINANZIAMENTO AGLI ORATORI. MESSO IN DISCUSSIONE IL PRINCIPIO DELLA LAICITA’ DELLO STATO

E’ stata approvata dal centro destra un legge che finanzia l’atttività degli oratori. Verranno assegnati alle parrocchie della Sardegna 5 milioni di euro all’anno per 5 anni.
La legge , nonostante le nostre sollecitazioni, i nostri numerosi emendamenti propositivi e/o abrogativi, tendenti a migliorare il testo proposto, non tiene conto delle norme nazionali e regionali concernenti il sistema integrato dei servizi sociali.
I servizi che riguardano i minori e gli adolescenti sono una materia molto delicata, e non può essere svolta solo con buona volontà, in regime di volontariato e senza il coinvolgimento, il sostegno e il controllo da parte dei Comuni.
La legge quadro nazionale n.328/2000 (governo Prodi - Ministro Livia Turco) e la legge regionale n.23/2005 (Giunta Soru - Assessore Dirindin) attribuivano ai Comuni una funzione importantissima in materia di programmazione sociale, attraverso i PLUS (Piani Locali Unitari dei Servizi), con il coinvolgimento delle associazioni di promozione sociale, con il volontariato organizzato, con tutti i soggetti sociali interessati.
La legge approvata dal centro destra non tiene minimamente conto di tutto ciò e colloca gli oratori in una “zona franca”, in un rapporto quasi esclusivo tra Giunta regionale, parrocchie e enti della Chiesa cattolica. Con tanti soldi da spendere. Inoltre, con questa legge, si mette in discussione il principio della laicità dello Stato e delle sue articolazioni regionali
La legge approvata conferma l’idea che la Giunta Capellacci sta riconoscendo sostanziosi premi ai soggetti che l’hanno sostenuto in campagna elettorale, con un ritorno agli anni più bui della nostra storia autonomistica, quando diversi soggetti economici e religiosi condizionavano pesantemente l’attività del governo regionale.
Finora le riposte alla grave crisi che sta attraversando il sistema produttivo e sociale della Sardegna sono state parziali, lacunose, insufficienti.
Con il Piano casa, la Giunta ha solamente favorito le speculazioni edilizie e il cemento selvaggio. Nel frattempo sono rimasti sulla carta i 40 mila cantieri, che avrebbero dovuto dare lavoro a 400mila lavoratori. Un piano che si è rivelato un pasticcio normativo con disposizioni incostituzionali, tecnicamente inapplicabile e incapace di sortire gli effetti previsti.
Con la Legge sul commercio, la Giunta ha preteso di rilanciare l’economia impedendo ai lavoratori di settore di festeggiare Natale, Pasqua e Capodanno. Ammesso e non concesso che qualcuno abbia i soldi per continuare a comprare qualcosa.
Il terzo disastro lo si compie oggi con “Legge Oratori”: la Giunta pensa di ingraziarsi la Chiesa cattolica, le parrocchie e gli oratori con 25 milioni in 5 anni.
Tutto questo mentre la stessa Chiesa e i vescovi più sensibili sono impegnati insieme ai lavoratori, disoccupati e alle loro famiglie a richiamare ai propri doveri il governo regionale e nazionale perché finalmente si dia una risposta di lavoro e dignità a chi soffre. Questa è la domanda alla quale, con i fondi pubblici, la maggioranza deve dare risposta.

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