Modicata la precedente legge sul commercio. Negozi aperti anche nelle feste comandate

Appare eccessivo e ingiustificato l’entusiasmo del Sindaco Tedde sulla legge approvata dal Consiglio Regionale riguardante la possibilità di tenere aperti gli esercizi commerciali durante le principali festività.
Tedde è convinto che una leggina composta da 4 articoli risolva i problemi del comparto commerciale, colpito da una crisi economica che riguarda il sistema Italia e , ancor più, l’intera Regione.
La crisi di tutti i settori produttivi della città di Alghero, la disoccupazione che registra uno dei tassi più alti di tutta la Sardegna, la mancanza di un serio progetto di sviluppo socio economico, si riflette in maniera evidente nel commercio, un tempo pilastro dell’economia cittadina.
Con questa legge, le principali festività religiose e laiche, da sempre consacrate al riposo e alla riflessione di tutta la comunità, vengono sacrificate in nome di un modello di liberalismo spinto che incita la gente a consumare sempre di più, anche il 1 gennaio, il giorno di Pasqua e il Lunedì dell’Angelo, il 25 aprile, il 1 maggio, il 15 agosto, il 25 e 26 dicembre.
Purtroppo non sarà con qualche giorno di apertura in più che si darà sostegno al comparto commerciale.
Ho espresso il mio voto contrario alla legge perché non risolve i problemi del comparto commerciale e perché colpisce i diritti dei lavoratori dipendenti, che in larga misura soffrono della mancata applicazione puntuale di tutti gli istituti previsti dal contratto di lavoro.
Mentre il Sindaco Tedde saluta con entusiasmo questa misura che non aiuterà i commercianti e danneggerà i lavoratori dipendenti e le loro famiglie, tiene nascosto il Piano Urbanistico Comunale.
Questo strumento dovrebbe contemplare, al suo interno, un nuovo piano commerciale, che razionalizzi le attività e che favorisca in particolare quelle di piccole e medie dimensioni. Alghero ha le dimensioni e le caratteristiche ottimali per far crescere il centro commerciale naturale, in una logica di alta qualità ambientale e di rivisitazione del modello di crescita urbanistica.
Un PUC che dovrebbe porsi l’obiettivo della rivitalizzazione del centro urbano, dei quartieri, delle periferie e delle borgate, la riqualificazione ed il riuso di aree urbane sottoutilizzate, la loro attrattività, vivibilità e sicurezza. Tali misure, se applicate, potrebbero realmente favorire il rilancio delle attività commerciali cittadine.

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