Consiglio Regionale della Sardegna
XIV LEGISLATURA
Interpellanza ai sensi dell’articolo 109 del Regolamento interno sulle vicende relative alla miniera di Furtei.
Gli interpellanti Luciano Uras, Carlo Sechi , Massimo Zedda, Claudia Zuncheddu, Radhouan Ben Amara
I sottoscritti,
Premesso
Che la Regione Sardegna risulta essere azionista al 10% della società denominata “Sardinia Gold Mining S.p.a.” (SGM) che per oltre un decennio è stata concessionaria della miniera d’oro sita a Furtei in località Monte Miali;
Preso atto che nel mese di dicembre del 2008 si è definitivamente conclusa, per sopravvenuto fallimento della società di cui sopra, l’attività estrattiva dell’oro nella suddetta miniera;
Ritenuto assolutamente irresponsabile, sul piano della responsabilità sociale ed ambientale, il comportamento della “Buffalo Gold Itd”, società multinazionale canadese detentrice del 90% del pacchetto azionario di SGM resasi protagonista di quella che autorevoli organi della Stampa regionale definiscono una e vera e propria fuga senza porre in essere le necessarie operazioni di messa in sicurezza e di bonifica e ripristino ambientale;
Considerato che le conseguenze ambientali prodottesi in circa dieci anni di attività estrattiva riguardano sia un impatto diretto sul paesaggio che un rischio fortissimo di contaminazione dei terreni e delle falde acquifere - da cianuro, mercurio ed altri metalli pesanti utilizzati nell’attività estrattiva - per un’ampia area compresa fra le province di Cagliari e del Medio Campidano e caratterizzata da un sistema economico prevalentemente basato sull’attività agricola;
Preso atto che la situazione attuale viene da più parti reputata di criticità e rischio ambientale, anche a causa dello stato di abbandono nel quale versa la miniera, considerato che per lunghi mesi i lavori di manutenzione del bacino dei reflui sono stati svolti a titolo gratuito dalle maestranze della società sottoposta a procedimento fallimentare;
Preso atto che la Giunta regionale, con deliberazione N.34/20 del 20 luglio 2009, è intervenuta con lo stanziamento di euro 150mila a titolo di anticipazione sulla base di una “assoluta necessità stante il profilarsi di una grave emergenza ambientale”, per interventi testualmente definiti “minimali” atti a garantire condizioni di sicurezza nell’area mineraria nel trimestre luglio - settembre, dei quali circa la metà a copertura dei costi di 8 unità di personale e la parte restante a copertura di costi energetici, materiali di consumo e custodia dei siti minerari;
Considerato che la stima dei suddetti costi per fronteggiare “l’emergenza nell’area mineraria Santu Miali – Furtei”, al netto delle spese generali e di eventuali imprevisti, veniva quantificata dal curatore fallimentare di SGM nella somma di euro 250mila e che quindi la cifra stanziata dalla Giunta regionale sarebbe sufficiente a garantire appena il 60% dei lavori necessari a una minima messa in sicurezza del sito;
Preso atto che con consistente ritardo rispetto alle ragioni di emergenza confermate dalla stessa Giunta regionale essa ha provveduto solamente in data 30 luglio c.a. - con la deliberazione N.37/7 – a dare incarico all’Assessore dell’Industria per eseguire il “Piano di caratterizzazione del sito funzionale ad accertare lo stato di inquinamento dello stesso” ai sensi del D.Lgs. N.152/2006;
Considerato che autorevoli esperti del settore hanno stimato fra i 10 ed i 40 milioni di euro la somma complessiva necessaria per un intervento congruo, sul piano paesaggistico ed ambientale, volto al recupero ed alla bonifica del territorio;
Preso inoltre atto della condizione materiale drammatica nella quale versano i 42 dipendenti della SGM, per i quali risultano ancora disattesi gli impegni della Giunta regionale per l’anticipazione della cassa integrazione ed ancora indefiniti i piani per un loro reimpiego produttivo;
Preso atto che il 30 settembre c.a. scadrà la proroga ottenuta dalla Giunta regionale per la concessione della miniera e che, quindi, a partire da tale data gli oneri di gestione, custodia, manutenzione della stessa ricadranno totalmente in capo alla Regione Sardegna;
Chiedono di interpellare il Presidente della Regione e l’Assessore regionale dell’Ambiente per sapere:
1. Quali siano le motivazioni addotte dalla Giunta regionale che hanno portato a ritenere congrua la somma di euro 150mila per il trimestre luglio - settembre invece degli euro 250mila stimati dal curatore fallimentare della SGM;
2. Quale sia lo stato di avanzamento del “Piano di caratterizzazione” di cui alla deliberazione N.37/7;
3. Come intendano intervenire per la piena messa in sicurezza del bacino dei reflui della miniera dismessa;
4. Se abbiano già predisposto un piano per la bonifica integrale dell’area e per il recupero del territorio e quali siano i suoi contenuti;
5. Come intendano affrontare sul piano degli ammortizzatori sociali la questione dei 42 dipendenti di SGM e se sia previsto un programma per il loro reimpiego nelle eventuali operazioni di bonifica e recupero ambientale.
6. Quali azioni legali la Giunta regionale intenda perseguire nei confronti della azienda “Buffalo Gold”, a tutela della Regione, dei contribuenti sardi, dei dipendenti e delle popolazioni locali in relazione al comportamento tenuto dalla medesima ed al recupero delle risorse economiche inerenti gli oneri derivanti dalle azioni di bonifica e recupero del territorio.
Cagliari, 30 settembre 2009
[...] è stata presentata un’interpellanza al Consiglio Regionale Sardo, dove alcuni consilieri (Luciano Uras, Carlo Sechi, Massimo Zedda, Claudia Zuncheddu, Radhouan Ben [...]