Archivio mensile per ottobre 2009

Non lasciamoli giocare con le costruzioni Dalla legge salvacoste al piano cemento

Venerdi 30 ottobre, a Cagliari presso l’EXMA’, si terrà una conferenza-dibattito sui temi dell’urbanistica e della pianificazione territoriale.
Il titolo della conferenza è “ Non lasciamoli giocare con le costruzioni - dalla legge salva coste al Piano Cemento”. Introdurrà i lavori Carlo Sechi. Coordinerà il dibattito Ottavio Olita.
Saranno proiettati due cortometraggi sulla distruzione della spiaggia del Poetto intitolati “E’ diventata nera” di Tomaso Mannoni e “Più bianco non si può” di Giorgio Costa.
Interverranno Sandro Roggio, Vincenzo Tiana, Luigi Cogodi, Enzo Costa, Renato Soru, Massimo Zedda, Claudia Zuncheddu, Luciano Uras.

30 ottobre 2009, ore 16,30 - EXMA' - via S.Lucifero, Cagliari

30 ottobre 2009, ore 16,30 - EXMA' - via S.Lucifero, Cagliari

Introduzione di Luciano Uras

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Presentata una interrogazione sul mancato aiuto da parte della Regione nei confronti della famiglia di Mario Soggiu, deceduto sul lavoro

Interrogazione Carlo Sechi, Luciano Uras, Massimo Zedda, Claudia Zuncheddu, Radhouan Ben Amara, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata erogazione del contributo da parte della Regione previsto dalla L.R. 30 maggio 2008 n.8 spettante ai familiari dell’operaio algherese Mario Soggiu, deceduto sul lavoro.
I sottoscritti,
Premesso che in data 15 luglio 2009 l’operaio algherese di 56 anni Mario Soggiu, dipendente di una piccola impresa di impiantistica è deceduto mentre lavorava alla costruzione del nuovo ospedale di Bergamo;
Che il lavoratore è morto il suo primo giorno di lavoro per le conseguenze di una caduta da una scala non protetta e il cui accesso non era stato bloccato, come denunciato dalla segreteria FIOM Cgil di Bergamo ;
Considerato che a distanza di tre mesi dal decesso, l’INAIL non ha ancora provveduto al riconoscimento delle spettanze previste in favore dei familiari superstiti;
Che è in corso una indagine da parte della Procura di Bergamo per accertare eventuali responsabilità in seguito al decesso dell’operaio algherese;
Accertato che in sostegno della famiglia sono intervenuti gli emigrati sardi del Circolo “Maria Carta” di Bergamo, che in assenza di tutela istituzionale , si sono distinti per generosità e solidarietà;
Che la vedova dell’operaio deceduto ha inoltrato, per il tramite del predetto circolo di emigrati, regolare richiesta di contributo previsto dalla L.R. 30 maggio 2008 n.8 “Interventi urgenti a favore dei familiari delle vittime degli incidenti sul lavoro in Sardegna e per la prevenzione degli infortuni sul lavoro”;
Vista la deliberazione della Giunta Regionale n.40/13 del 22/07/09 che fissa gli indirizzi attuativi della legge, con l’indicazione degli importi da corrispondere in favore dei familiari superstiti;
Osservato che a tutt’oggi la vedova non ha percepito il contributo una tantum previsto dall’art.3, comma 1 della legge in oggetto;
Che il contributo è concesso qualsiasi siano la natura e la tipologia di lavoro autonomo o subordinato svolto dalla vittima dell’infortunio e prioritariamente nel caso in cui la stessa risulti priva della copertura assicurativa obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, come previsto dal comma 2, art.3 della L.R. n.8;
Che il beneficio deve essere erogato con carattere di massima urgenza e comunque entro 20 giorni dalla presentazione dell’istanza da parte degli aventi diritto, come previsto dal comma 4, art.3 della L.R. n.8;
Osservato che il decesso dell’operaio algherese rientra, a tutti gli effetti, come una chiara e riconoscibile origine di infortunio sul lavoro, come peraltro riportato dalla stampa locale e nazionale;
Chiedono di interrogare il Presidente della Regione On. Ugo Capellacci, Assessore ad interim dell’Assessorato al lavoro, Formazione Professionale, Cooperazione e Sicurezza Sociale:
Per sapere quali sono i motivi che ritardano l’erogazione del contributo una tantum nei confronti dei familiari dell’operaio sardo Mario Soggiu, previsto dall’art.3 della Legge Regionale 30 maggio 2008 n.8 e dalla deliberazione della Giunta Regionale n.40/13 del 22/07/09;
Per conoscere quali iniziative intende assumere presso l’Inail affinchè vengano riconosciuti e garantiti i diritti dei familiari del caduto sul lavoro.

Carlo Sechi
Luciano Uras
Massimo Zedda
Claudia Zuncheddu
Radhouan Ben Amara

Cagliari, 15/10/2009

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Basta con gli abbattimenti del patrimonio storico di Alghero

E’ con estremo disappunto che intervengo per commentare l’ennesimo attentato al patrimonio storico e architettonico della città di Alghero. E’ stata abbattuta una porzione della antica muraglia cinquecentesca per realizzare un percorso pedonale finalizzato ad attirare clienti per future attività commerciali.
La storia si ripete, come quando tra fine Ottocento e primi del Novecento si abbatterono ingenti porzioni di muraglia per modernizzare la città e per dare lavoro ai disoccupati.
In tale contesto di riqualificazione, parola abusata per giustificare qualunque nefandezza, si è consentita la distruzione dell’antico mercato civico della città, un tempo adibito ad officina comunale, sostituito da pesanti colate di cemento armato, intervento realizzato prima dell’estate.
Tali operazioni stanno snaturando e falsificando la storia della città, già mortificata da scadenti interventi di pavimentazione dei bastioni e da fasulli e posticci rivestimenti di pietra d’oltremare dell’antico collegio dei Gesuiti e dell’ex Caserma Umberto I° nel quartiere di S.Michele.
Si confonde l’autentico con il falso, si mischia il vero con il verosimile, e dopo queste disinvolte operazioni non sarà più possibile rileggere correttamente la storia della città attraverso i suoi monumenti e le sue principali opere di ingegneria civile
Mi meraviglio che tutti questi interventi non siano stati valutati e vagliati con il necessario rigore dagli Enti preposti alla tutela e alla conservazione dei monumenti.
Non mi meraviglio invece che tali operazioni siano state attuate dalla Giunta Tedde, già distintasi per l’operazione immobiliare nell’area ex Giordo, nel massacro urbanistico delle ultime aree verdi della città, nel tollerare gli scempi edilizi in città e nell’agro, nella realizzazione di ingombranti manufatti di cemento nei giardini comunali.
Tali operazioni sono state fatte con il silenzio di un opinione pubblica indolente e distratta e con la complicità di tecnici che rinnegano i princìpi deontologici e i doveri più elementari della professione oltre che del buon gusto.
Il peso degli errori della classe politica dirigente è destinato a ripercuotersi sulle future generazioni, che troveranno una città composta da periferie orrende e dal centro storico mutilato delle sue opere più preziose. I giovani del domani non troveranno più la città descritta dal poeta Rafael Sari quando con i suoi versi definiva Alghero dai colori: azur – or - verd – vermell.

Carlo Sechi – Consigliere Regionale di Sinistra e Libertà

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La Regione deve tutelare la famiglia dell’operaio algherese deceduto a Bergamo

Nella seduta antimeridiana del 13 ottobre, in Consiglio Regionale, nel corso del dibattito sulla legge in materia di incremento delle volumetrie edilizie, da “Sinistra e Libertà” è stato sollecitato un intervento del Presidente della Regione – temporaneamente anche Assessore ad interim del Lavoro, Formazione professionale e Sicurezza sociale – perché sia erogato, entro i termini di legge, che prevede 20 giorni massimo di tempo, il contributo regionale di solidarietà alla famiglia del caduto sul lavoro algherese, Mario Soggiu.
All’operaio deceduto a seguito di incidente in un cantiere edile di Bergamo, che lascia la famiglia in condizioni di bisogno, è stato anche negato il giusto indennizzo da parte dell’INAIL. Su questo fatto sono già intervenute le organizzazioni sindacali di Bergamo unitamente al circolo degli emigrati sardi della stessa città, che hanno ottenuto la riapertura della pratica.
I consiglieri di Sinistra e Libertà, Luciano Uras e Carlo Sechi, hanno sollecitato l’immediato intervento della Regione, in considerazione del fatto che la legge regionale garantisce la tutela alle famiglie dei sardi, vittime di incidenti sul lavoro, prescindendo dalle tutele INAIL e dalle decisioni dallo stesso ente adottate.
L’intervento della Regione regolato dalla legge 8 del 2008 è aggiuntivo e non sostitutivo di quello previsto da altre normative nazionali.

Carlo Sechi – Consigliere Regionale

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Il Porto di Alghero. La banchina d’alto fondale per le navi da crociera

Com’è noto il porto di Alghero non esprime tutto il potenziale economico e occupazionale a causa della mancanza di una visione organica e di una seria programmazione. Non è stato raggiunto l’obiettivo di realizzare i servizi necessari, di mettere in relazione il porto con la città e il territorio, di far diventare il porto un produttivo sistema economico. L’enorme mole di denaro pubblico investito non ha prodotto corrispondenti posti di lavoro né ha creato i servizi necessari a supporto di un turismo nautico sempre più esigente.
Per cercare di rimediare al caos che da troppi anni regna nel porto di Alghero, occorre approvare il Piano Regolatore del porto in stretta correlazione al Piano urbanistico comunale al fine di garantire la connessione porto-territorio, e di razionalizzare e incrementare le attività economiche esistenti.
Per incrementare nuovi e moderni servizi portuali, occorre pertanto salvaguardare la funzione originaria della banchina di sovra flutto d’alto fondale.
La zona portuale , oggetto di recenti finanziamenti da parte della Regione, è stata interessata da importanti interventi di escavo, e di banchinamento, destinata alle imbarcazioni di medio tonnellaggio.
In questo senso, concordo totalmente con l’opinione espressa recentemente dal Consigliere Regionale ON. Pietrino Fois, che annuncia un ulteriore finanziamento da parte della Regione per concludere i lavori della banchina di sovra flutto per l’attracco delle navi da crociera di medio tonnellaggio. Pertanto sosterrò all’interno della prossima legge finanziaria , qualsiasi misura che sarà destinata al proseguimento dell’escavo della banchina.
E’ un’operazione che condivido e che sostengo, considerato che l’attracco delle navi da crociera nel porto di Alghero consentirebbe un immediato vantaggio per tutta la città, sia in termini economici che turistici. Infatti , da qualche anno le navi da crociera che stazionano nella rada di Alghero stanno sempre più calando perchè le Compagnie scelgono porti più organizzati quali Cagliari e Olbia.
Il movimento turistico dei crocieristi che optano per le navi di piccolo e medio cabotaggio, rappresentano un segmento molto interessante che occorre captare e coinvolgere nell’attracco in città anche mediante mirate ed apposite campagne promozionali.
La felice posizione di Alghero, nel Mediterraneo occidentale, garantirebbe un elevato numero di attracchi, oltre che per le navi da crociera, per le grandi imbarcazioni e per i pescherecci d’altura. Non sarebbe da escludere inoltre in prospettiva il posizionamento di alcune linee di collegamento per passeggeri e merci per la Francia e per la Spagna. Il porto di Propriano, in Corsica, molto più piccolo di quello di Alghero, è collegato da una linea passeggeri e merci con la Francia.
Occorre pertanto scongiurare il declassamento del porto e mantenere l’attuale categoria II – classe III di rilevanza economica regionale e interregionale. Tale classificazione garantisce i finanziamenti e la manutenzione delle opere da parte della Regione. Bisogna infine sconfiggere l’ipotesi di destinare la banchina di sovraflutto al posizionamento di pontili galleggianti che garantirebbero la fortuna di pochi a discapito dell’interesse collettivo e delle attività economiche e commerciali dell’intera città.
Per la piena operatività del porto , è indispensabile costituire una società di gestione mista , con l’apporto di capitali pubblici e privati , diretta da un manager titolato, con comprovata esperienza, da scegliere con procedure di evidenza pubblica.
Carlo Sechi – Consigliere Regionale

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Presentata una interpellanza in Consiglio Regionale sulla gestione del mercato ittico della piccola pesca di Alghero.

I sottoscritti Carlo Sechi , Luciano Uras , Massimo Zedda, Claudia Zuncheddu
Premesso che è stato realizzato presso il porto di Alghero un mercato ittico per la vendita del primo pescato in favore degli operatori della piccola pesca;
Considerato inoltre che sono stati realizzati i lavori per la sistemazione delle banchine in concessione agli operatori della piccola pesca per migliorare la sicurezza nelle operazioni di sbarco;
Accertato che le suddette opere sono state realizzate con i fondi POR Sardegna 2000-2006, asse IV, misura 4.7, sottomisura 4.7 C “attrezzature dei porti da pesca”, per un importo complessivo di €1.500.000;
Visto il bando emanato dal Comune di Alghero in data 26/8/2009 riguardante l’affidamento in gestione del mercato ittico in favore dei pescatori per la vendita del primo pescato sito nell’area portuale, con scadenza al 12/10/2009;
Osservato che la struttura è stata progettata senza tener conto dei più elementari principi di risparmio energetico, delimitato per tre lati da grandi pareti di cristallo senza alcun ricambio di aria naturale, con una superficie coperta di circa 577 mq ed un volume di 1.790 mc, dotata di un poderoso impianto di condizionamento (aria calda/fredda) ad alto consumo energetico, di celle frigo e di produttore di ghiaccio;
Che lo spazio alla vendita del pesce è costituito da un ambiente trapezoidale a tutta luce di 316 mq circa, con 8 banconi a postazione doppia eventualmente incrementabili a 12;
Accertato che i rappresentanti delle 68 imprese di pesca, in data 14/09/2009 hanno richiesto al Sindaco di Alghero e all’Assessorato dell’Agricoltura e Riforma agropastorale della Regione il ritiro del bando di gestione del mercato ittico, non essendo interessati a partecipare a tale bando per gli alti costi di gestione della struttura e proponendo nel contempo la gestione in capo al Comune;
Constatato che l’Assessore all’Agricoltura Andrea Prato, ha effettuato di recente un sopralluogo presso il mercato ittico di Alghero, rilasciando la seguente dichiarazione alla stampa locale, riferendosi ai pescatori algheresi “ E’ un occasione per rilanciare la loro attività, un appoggio logistico di cui oggi non si può fare a meno. Se però non coglieranno questa opportunità, siamo pronti a modificare il bando e a dare spazio a chi nel comparto, oltre alla piccola pesca, in questa struttura crede e chiede di farne parte”;
Accertato che il Comune di Alghero ha sospeso la procedura per l’affidamento del mercato ittico, giusto provvedimento n.80/2009;
Chiedono di interpellare il Presidente della Giunta On.Cappellacci e l’Assessore all’Agricoltura Andrea Prato per sapere:
Se il mercato ittico per la vendita del primo pescato situato nel porto di Alghero, realizzato con i fondi POR Sardegna 2000-2006, asse IV, misura 4.7, sottomisura 4.7 C “attrezzature dei porti da pesca”, per un importo complessivo di € 1.500.000 possa essere destinato a categorie produttive o commerciali diverse dalle imprese della piccola pesca costiera, considerato che la Regione possiede la competenza sul controllo dei fondi POR e sulle opere realizzate;
Come intende rispondere la Regione ad uno specifico quesito in tal senso posto dal Comune di Alghero, considerato che un diverso utilizzo della struttura, realizzata con specifico finanziamento in favore della piccola pesca, potrebbe incorrere in procedure sanzionatorie da parte dell’Unione Europea;
Se non ritengano utile e opportuno sostenere la richiesta degli operatori della piccola pesca di Alghero, interamente rappresentati dall’Associazione imprese di pesca Banchina Millelire e Consorzio Mare Vivo, che propongono la gestione del mercato ittico in capo al Comune di Alghero e l’utilizzo esclusivo per la vendita del primo pescato ai pescatori stessi, previo pagamento dei canoni d’affitto alla stregua degli altri operatori dei civici mercati.

Carlo Sechi Luciano Uras Massimo Zedda Claudia Zuncheddu

Cagliari, 9/10/2009

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La Regione intervenga a difesa dei diritti del caduto sul lavoro Mario Soggiu

La famiglia dell’operaio metalmeccanico Mario Soggiu di Alghero, deceduto a luglio mentre lavorava in un cantiere edile a Bergamo, non può rimanere senza risposta. Alla famiglia deve essere subito riconosciuto il sostegno economico di solidarietà previsto dalla legge regionale n.8, approvata all’unanimità dal Consiglio regionale il 30 maggio scorso.
L’operaio, emigrato, è stato vittima dell’ incidente nel suo primo giorno di lavoro. Lascia due figlie in tenera età. In contrasto con l’opinione dei sindacati, e in attesa di fare chiarezza sulle dinamiche dell’accaduto, l’INAIL ha purtroppo rifiutato di riconoscere i previsti indennizzi alla famiglia.
La legge regionale, al contrario, garantisce il proprio intervento qualsiasi siano la natura e la tipologia di lavoro autonomo o subordinato svolto dalla vittima dell’infortunio e prioritariamente nei casi in cui la stessa risulti priva della copertura assicurativa obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali. Il contributo è concesso e pagato con carattere di massima urgenza e, comunque, entro venti giorni dalla presentazione dell’ apposita istanza da parte della famiglia.
Nei prossimi giorni verificheremo che gli uffici regionali garantiscano, quindi, alla famiglia ogni necessario supporto per ottenere il contributo di solidarietà previsto dalla legge. Al contempo solleciteremo il Presidente del Consiglio alla istituzione della commissione di inchiesta sulla sicurezza sul lavoro già approvata dal Consiglio regionale per l’immediata attuazione di tutte le disposizioni di legge in materia di prevenzione degli incidenti, formazione dei lavoratori e dei datori di lavoro sugli obblighi per la sicurezza, e al fine di migliorare il coordinamento delle autorità pubbliche competenti in materia”.

Carlo Sechi – Consigliere Regionale

Cagliari, 8 ottobre 2009

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Un piccolo risultato riparatore di una pessima legge definita “Piano casa”

Prosegue ad oltranza la discussione in Consiglio Regionale sulla proposta di legge conosciuta propagandata come “piano casa”. Io preferisco definirla “piano cemento”. Nella serata del giorno 7 ottobre, è’ stato abrogato il comma 4 dell’art.4 che testualmente recita “gli incrementi sono realizzati in continuità rispetto al fabbricato esistente; ove ciò risulti materialmente o giuridicamente impossibile, può essere autorizzata la costruzione di un corpo edilizio separato, di carattere accessorio e pertinenziale”.

Sono intervenuto per l’abrogazione di questo comma citando il caso concreto dell’Hotel Baia di Conte. Questa struttura avrebbe potuto realizzare le volumetrie previste dall’art. 4 anche in un corpo edilizio separato. Quindi verso le rovine della villa romana o ancora dall’altro lato, verso la spiaggia di Mugoni, provocando danni irreparabili alla storia, all’ambiente, al paesaggio. L’on. Capelli (UDC) ha recepito la mia indignazione, e ha proposto l’abrogazione del comma a condizione che lo votasse all’unanimità tutto il Consiglio. Risultato, il comma è stato abrogato.Un piccolo risultato riparatore di una pessima legge.

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Presentata dai Consiglieri Regionali Carlo Sechi, D. Cocco, L.Uras, M. Zedda, C.Zuncheddu una interpellanza sul problema delle discariche abusive presenti lungo le strade e nel territorio della Sardegna.

Premesso che molte parti del territorio della Sardegna stanno diventando delle vere e proprie discariche abusive, provocando gravi offese al già fragile sistema ambientale e causando notevole danno all’immagine complessiva di un isola che trae dal turismo una delle voci più rilevanti dell’economia;
Considerato che il problema delle discariche abusive riguarda la quasi totalità dei Comuni della Sardegna e le principali vie di comunicazione, percorse quotidianamente da migliaia di automobilisti, a cominciare dalla S.S. n.131;
Accertato che lungo le piazzole di sosta e nelle cunette delle strade della Sardegna, nelle immediate periferie delle città e dei paesi proliferano piccole e grandi discariche abusive, a causa di comportamenti incivili da parte di alcuni sconsiderati che offendono e danneggiano la natura e il paesaggio della nostra terra;
Che la natura e la tipologia dei rifiuti riguarda anche la presenza di materiale tossico e altamente inquinante, quale scarti di eternit, batterie, pneumatici, residui d’olio industriale, elettrodomestici;
Che i Comuni sardi, soprattutto quelli più piccoli, sono impossibilitati a compiere le azioni di bonifica e disinquinamento delle discariche abusive, sia per limiti di bilancio che per carenza di mezzi e di personale;
Verificato che l’azione pubblica di prevenzione, di vigilanza e di repressione è svolta in maniera del tutto insoddisfacente rispetto alle dimensioni e alla gravità del problema;
Considerato altresì che nonostante i ripetuti appelli e le sollecitazioni da parte degli Amministratori pubblici, dei cittadini e delle associazioni più sensibili a tale problema la situazione delle discariche abusive non sembra essere destinata a soluzione, sia per le ragioni suesposte che per la mancanza di iniziative da parte della Regione;
Chiedono di interpellare
Il Presidente della Regione e la Giunta Regionale, per sapere:
Quali provvedimenti intendano adottare per prevenire, risolvere e reprimere il grave problema delle discariche abusive presenti nel territorio della Sardegna e lungo le principali vie di comunicazione;
Quali accordi istituzionali siano stati presi con gli altri enti interessati, in particolare con l’A.N.A.S. e le Amministrazioni Provinciali, per recuperare e riqualificare le discariche abusive lungo le strade di competenza di tali enti;
Quali risorse siano state previste, all’interno della legge Finanziaria 2010 approvata dalla Giunta Regionale con delibera n.43/2 del 25/09/09, per attivare le necessarie politiche di bonifica e di recupero delle aree interessate dalla presenza di discariche abusive.
Carlo Sechi, Daniele Cocco, Luciano Uras, Massimo Zedda, Claudia Zuncheddu

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Chiediamo la trasparenza degli atti della Regione e del Comune

La regione Sardegna imita il Comune di Alghero nel nascondere gli atti più importanti dell’attività politica e amministrativa. Il Comune di Alghero non ha mai risposto alle sollecitazioni di Alghero Viva e del Cantiere Sociale sulla necessità di informare correttamente i cittadini sull’attività politica e amministrativa effettuata. Anche la Regione non rende visibili tutte le delibere e gli atti che adotta. Pertanto ho richiesto in forma scritta, assieme ai colleghi del gruppo, la copia della delibera della Giunta Regionale sul commissariamento delle ASL in Sardegna. Una decisione che arrecherà un grave danno economico al bilancio della Regione in quanto, i precedenti manager della sanità sostituiti dai nuovi commissari, dovranno comunque essere pagati fino alla conclusione del contratto di lavoro. E’ la logica dello “Spoil sistem” con la quale la Giunta di Centro destra sta governando gli enti, sta lottizzando la Sanità pubblica, sta impoverendo il bilancio della Regione.
Ecco il testo della richiesta inviata al Direttore Generale, Al Direttore Generale degli Affari Generali, al Direttore del Servizio Trasparenza e Comunicazione presso la Presidenza della Regione.
I sottoscritti Carlo Sechi, Luciano Uras, Claudia Zuncheddu, Massimo Zedda in qualità di Consiglieri regionali della Sardegna, ai sensi e per gli effetti della normativa vigente e, in particolare, dell’art. 105 del Regolamento interno del Consiglio regionale della Sardegna, chiedono di avere immediato accesso alla delibera della Giunta regionale n. 42/17 del 15 settembre 2009 avente ad oggetto “L. R. 7.8.2009, n. 3, art. 12. Commissariamento ASL “, che, a distanza di quasi un mese dalla sua adozione, non risulta ancora consultabile né in forma elettronica né in forma cartacea, in palese violazione dei princìpi di trasparenza e di piena ed immediata conoscenza di tutti gli atti e provvedimenti degli organi di governo della Regione.

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